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Canto di Primavera è un romanzo corale, in cui le voci maschili e femminili si intrecciano in un dialogo continuo, dando vita a un particolare racconto d'amore, intimo e intenso.
L'autore, conduce il lettore in un viaggio nel tempo e nello spazio, con straordinaria maestria.
Tutto si svolge nell'arco di una sola notte, nella stanza di una casa di riposo per anziani, ma in essa si condensano cinquant'anni della vita di Eleonora e Folco.
I ricordi e le parole, trasportano i protagonisti attraverso Firenze, Roma, Bologna, Berlino, New York, Saint-Tropez.
Una delle tappe più drammatiche della narrazione, è il manicomio di Firenze, prima dell'applicazione della legge Basaglia, mentre un altro luogo chiave è la stanza di Via del Giglio a Firenze, il loro nido d'amore durante un temporale.
L'acqua, è l'elemento simbolico dominante del romanzo, con la descrizione dell'alluvione di Firenze del 1966.
I luoghi e le ambientazioni sono tratteggiati con grande maestria, i dialoghi sono vivi e coinvolgenti. Le sorprese e i colpi di scena non mancano, soprattutto nel finale.
Il ritmo narrativo è mutevole, con bruschi cambi di registro che ci trasportano nel mondo dei personaggi: il cinema e il teatro di un'altra epoca, la contestazione giovanile, i figli dei fiori, gli hippy, il femminismo, il mondo della boxe.
Fanno da sfondo alla narrazione alcuni eventi storici e sociali, che hanno segnato la nostra nazione, tra i quali: il terrorismo degli anni '70, gli omicidi di Pasolini e Aldo Moro, gli incontri di pugilato, le leggi razziali degli anni '40.
La narrazione è fluida e senza inciampi, e in alcuni momenti Eleonora, nonostante l'Alzheimer, sembra possedere la saggezza di chi si è ormai distaccato dal frastuono caotico della realtà quotidiana.
Canto di Primavera è un romanzo che osserva il mondo dall'alto, senza superbia né elitarismo, lontano da qualsiasi retorica o presunzione.
È l'ultimo canto di chi ha vissuto come una cicala, il canto del cigno di un attore giunto al crepuscolo della sua vita, privata e artistica.
Tra le righe fluide, semplici ma mai casuali, si cela un incessante sviluppo narrativo, in cui ogni pagina riserva una sorpresa. Come lampi, tuoni e pioggia, i ricordi riaccendono il passato, restituendogli il profumo e il sapore del nuovo.
Apparentemente leggero, questo romanzo rivela presto la sua complessità. I personaggi cercano la loro verità, e per farlo mettono in discussione le proprie convinzioni e le loro stesse vite.
Numerosi sono i riferimenti a personaggi famosi e le note autobiografiche, così sapientemente distillate da trasformarsi in archetipi dell'umano, e in particolare del mondo femminile. Il tutto è costruito con grande equilibrio, da uno scrittore che conosce bene il mestiere.
Come nei grandi romanzi, anche in questo Canto di Primavera, c'è un finale dentro un altro finale.
A volte mi sono chiesta: questo libro è forse la biografia di un noto attore del passato? I dettagli sono fin troppo precisi... Sidoti ha condotto ricerche minuziose o c'è qualcosa di più? Forse un giorno l'autore ci svelerà questo mistero.
Antonella Virginia Guglielmino (giornalista)
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