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Per quasi un secolo, l'Italia ha nascosto un segreto dietro porte che tutti conoscevano e nessuno nominava. Cinquecento sessanta case di tolleranza autorizzate, migliaia di donne schedate come merce, milioni di uomini che ogni settimana varcavano quelle soglie. Uno Stato che incassava cento milioni di lire l'anno facendo il magnaccia delle sue cittadine.
Case Chiuse racconta questa storia proibita. Non con il moralismo di chi giudica, né con il compiacimento di chi vuole scandalizzare. Ma con la precisione dello storico e la passione del narratore, dando finalmente voce alle donne che il sistema ha usato, sfruttato e poi dimenticato.
Entrerete nei bordelli di lusso dove ministri e gerarchi consumavano i loro piaceri, protetti da registri che erano polizze vita per le tenutarie e bombe a orologeria per i potenti. Scoprirete le stanze squallide delle case di terza categoria, dove un operaio pagava duecento lire per cinque minuti e una ragazza riceveva cinquanta uomini al giorno. Conoscerete le maitresse che costruirono imperi sulla carne, come Wanda la Bolognese, che finì i suoi giorni da barbona dopo aver ospitato il fior fiore della Milano bene.
Leggerete le storie delle ragazze. Figlie vendute dai padri, serve violentate dai padroni, vedove senza risorse, orfane scaricate dagli istituti. Donne che non scelsero la prostituzione ma vi furono spinte dalla miseria, dalla violenza, dall'assenza di alternative. Donne che il libretto sanitario marchiava per sempre, che la società disprezzava, che la Chiesa fingeva di non vedere mentre i suoi preti frequentavano gli stessi bordelli dei fedeli.
Scoprirete come il fascismo trasformò le case chiuse in strumenti di spionaggio, reclutando prostitute come informatrici dell'OVRA. Come i segreti raccolti tra le lenzuola potevano fare e disfare carriere. Come scandali enormi furono sepolti per proteggere i potenti, mentre le donne che sapevano troppo sparivano nei manicomi o nelle fosse comuni.
Questo libro racconta anche il prezzo pagato dalle prostitute con i loro corpi: la sifilide che uccideva trentamila italiani l'anno, gli aborti clandestini con ferri da calza, i figli strappati e abbandonati alla ruota dei trovatelli. Racconta il silenzio che dovevano mantenere, e cosa succedeva quando quel silenzio si rompeva: suicidi, omicidi, sparizioni.
E racconta la fine. La battaglia decennale di Lina Merlin, la senatrice che sfidò un intero sistema. Gli attacchi feroci che subì, le resistenze di un Parlamento pieno di clienti dei bordelli, la vittoria finale del 1958. La notte in cui le case chiusero per sempre, con le code di uomini che volevano un'ultima volta e le ragazze che non sapevano cosa ne sarebbe stato di loro.
Perché di loro, delle duemilasettecento prostitute registrate, nessuno si occupò. Lo Stato che le aveva sfruttate per quasi un secolo non versò un centesimo di risarcimento. La società che le aveva usate voltò lo sguardo. Le donne che nessuno risarcì scomparvero nell'ombra, portando con sé segreti che sarebbero morti con loro.
Case Chiuse è un viaggio in un'Italia che non c'è più ma che ha plasmato quella di oggi. Un'inchiesta storica rigorosa che si legge come un romanzo. Un atto di giustizia verso donne che la storia ha cancellato.
Perché le puttane invisibili dello Stato meritano, finalmente, di essere viste.