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Dal Big Bang al Wi-Fi: una catastrofe ben organizzata non è un saggio scientifico.
Non è nemmeno un romanzo.
È il tentativo maldestro, ironico e sorprendentemente onesto di spiegare come siamo passati dal nulla assoluto alle notifiche push, senza che nessuno sembrasse davvero pronto.
Questo libro racconta la storia del pianeta Terra (e, con una certa arroganza, dell'universo intero) partendo dal Big Bang e arrivando alla confusione digitale contemporanea, attraversando particelle smarrite, stelle iperattive, pianeti nati per errore, batteri senza ambizioni, dinosauri poco previdenti, esseri umani convinti di avere un piano e tecnologie che hanno rapidamente smesso di ascoltarci.
Il tutto con un umorismo dichiaratamente inglese: asciutto, elegante, paradossale, talvolta feroce, sempre gentile.
Qui la scienza viene rispettata, ma anche guardata negli occhi con un sopracciglio leggermente alzato. Funziona, certo. Spiega molto. Ma non tutto. E soprattutto non spiega perché, nonostante miliardi di anni di evoluzione, il Wi-Fi smetta di funzionare proprio quando serve.
Pagina dopo pagina, il lettore attraversa l'origine dell'universo, la nascita della materia, l'organizzazione caotica delle galassie, l'invenzione della vita, l'ascesa dell'uomo, la civiltà, il progresso, la tecnologia... e la sensazione costante che qualcosa sia andato storto in modo estremamente coerente.
E poi, quando ormai sembra di aver capito tutto, arriva il colpo di scena finale.
Negli ultimi capitoli il libro abbandona deliberatamente ogni pretesa scientifica e propone una nuova teoria sulla creazione dell'universo.
Una teoria personale.
Inedita.
Assolutamente non verificabile.
Probabilmente sbagliata.
E proprio per questo sorprendentemente plausibile.
Secondo questa teoria (forse), l'universo non sarebbe nato da un evento cosmico inevitabile, ma da una distrazione, un modulo mai consegnato, un errore burocratico interdimensionale, una decisione rimandata troppo a lungo. Una creazione accidentale, più simile a una dimenticanza che a un progetto divino. Una catastrofe, appunto, ma ben organizzata.
Tra processi cosmici surreali, dipartimenti del Nulla, ispettori interuniversali e responsabilità esistenziali non richieste, il racconto finale ribalta tutto ciò che credevamo di sapere e lo fa con leggerezza, ironia e una certa inquietante tenerezza.
Questo libro è per chi ama la scienza ma non la prende come una religione.
Per chi si fa domande inutili ma irresistibili.
Per chi sospetta che l'universo sia un posto meraviglioso... ma gestito in modo approssimativo.
Per chi ride, riflette e poi ride di nuovo.
Dal Big Bang al Wi-Fi: una catastrofe ben organizzata è una storia quasi accurata del pianeta Terra.
E una spiegazione totalmente inaffidabile del motivo per cui esiste tutto.
O forse no.