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Il cancro della prostata rappresenta per incidenza il primo tumore che colpisce l'uomo al di sopra dei cinquant'anni. E' stato sempre ritenuto un tumore dei vecchi e per questo motivo in un passato non lontano è stato considerato un problema da affrontare solo in caso di necessità, insieme a tutte le altre patologie che affliggono la vecchiaia. Tuttavia i progressi medici a tutti i livelli hanno contribuito a creare uno scenario del tutto nuovo: maggiore incentivo alla prevenzione, strumenti per la diagnosi precoce, strumenti per la definizione diagnostica, modalità di cura migliorate e moltiplicate, disponibilità di nuovi farmaci per le cure palliative. Tutto ciò ha portato ad abbassare l'età in cui un paziente si trova ad avere la diagnosi di cancro della prostata e la complessità dei procedimenti diagnostici e delle cure lo getta spesso in un groviglio di vie a volte senza uscita. Il web, potente mezzo come vettore di informazioni, spesso complica il quadro, perché chi non è esperto ha difficoltà a distinguere il vero dal meno vero e dal falso, l'utile dall'inutile, la promessa vaga dalla proposta fondata, la proposta stupida dalla prescrizione scientifica. Per concludere, le modificazioni degli stili di vita hanno portato anche a sovvertire i valori, tanto che si dà maggiore importanza all'apparenza che alla malattia, scordando che poi quando la malattia prende il sopravvento riporta i valori allo stato di origine, allo stato reale. Ma allora può essere troppo tardi. Ho voluto pertanto raccontare il cancro della prostata in un modo diverso, presentando storie di uomini colpiti dal tumore nelle varie fasi del processo diagnostico, terapeutico e riabilitativo, nell'intento di avvicinare le persone ai fatti e non alle storie raccontate o inventate. E ho cercato di esprimere la peculiarità di questo tumore, per alcuni indolente, ma in realtà capace di creare importanti danni e sofferenze. Non è un cavallo che galoppa, è un elefante che va piano. Un elefante però che a volte galoppa pure lui. Non è veloce come il cavallo, ma galoppa, ci mette più tempo a creare danni, ma li crea, galoppando lentamente. E i danni che produce si fanno sentire.
Ahoj! Jsem Libroamiko, tvůj knižní rádce.
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