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Madras, 1913. Un giovane impiegato portuale, senza laurea né formazione accademica, scrive una lettera disperata a uno dei più grandi matematici del mondo. In quelle dieci pagine fitte di formule, c'è qualcosa che nessuno ha mai visto: equazioni impossibili, identità prodigiose, teoremi che sembrano venire dal futuro. In Inghilterra, il professor Hardy legge quella lettera e il suo mondo cambia per sempre.
Attraverso una rigorosa ricostruzione narrativa basata su lettere, documenti d'archivio e testimonianze dell'epoca, questo libro ci riporta nell'India coloniale e nella Cambridge della Grande Guerra. Questa opera di narrativa non-fiction ridà voce a Srinivasa Ramanujan, il genio autodidatta che vedeva i numeri come "pensieri di Dio", e svela i retroscena di una delle collaborazioni scientifiche più straordinarie della storia.
Più avvincente di un romanzo, più inquietante perché è tutto vero. In queste pagine vivrai il conflitto tra fede e ragione, tra Oriente e Occidente. Scoprirai come un uomo privo di mezzi possa sfidare le più grandi menti del suo tempo, e ti troverai faccia a faccia con la domanda che ancora tormenta i matematici: come faceva Ramanujan a vedere ciò che nessun altro vedeva? Una lettura che intreccia ritmo incalzante, fedeltà storica e un mistero che la scienza non ha ancora risolto.
Entra nella mente del genio che parlava con l'infinito. Leggi ora la storia vera dell'uomo che sfidò i limiti della ragione umana.
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