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Esiste un lato del mondo dello spettacolo che raramente viene raccontato.
Non è fatto di luci, successo e visibilità, ma di silenzi, ambiguità e asimmetrie di potere.
Questo libro è un saggio critico che analizza, con linguaggio sobrio e rigoroso, le dinamiche di ricatto psicologico, morale e sessuale che possono manifestarsi nei contesti lavorativi dei media e dello spettacolo. Senza nomi, senza accuse personali, senza ricostruzioni sensazionalistiche, l'opera si concentra sui meccanismi culturali e organizzativi che rendono possibile l'abuso e ne favoriscono la normalizzazione.
Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia etica, diritto, psicologia e analisi sociale, il testo affronta temi centrali come il consenso in condizioni di disuguaglianza di potere, il silenzio istituzionale e collettivo, la vulnerabilità di minori e persone fragili, le difficoltà della denuncia e la responsabilità condivisa del pubblico e dei media.
Non si tratta di un'inchiesta giudiziaria né di una denuncia individuale, ma di una riflessione sistemica e civile, pensata per favorire consapevolezza e confronto. L'obiettivo non è indicare colpevoli, ma rendere visibili strutture spesso date per scontate.
Un libro per chi lavora nel settore, per chi lo studia, per chi lo osserva da spettatore e per chi ritiene che la dignità non debba mai essere il prezzo da pagare per un'opportunità.