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Nel marzo del 1895, in una soffitta di Park Lane, la polizia trovò il cadavere irriconoscibile di un vecchio ai piedi di un ritratto giovanile e intatto. Londra archiviò il caso. Nessuno immaginava che il dipinto avesse memoria... e che l'anima di Dorian Gray fosse ancora sveglia dietro la vernice.
Londra, novembre 1904. Nove anni dopo lo scandalo che seppellì il nome di Dorian Gray, il ventesimo secolo si fa strada tra il fumo delle prime automobili e la nebbia del Tamigi. In un'oscura sala d'aste alle spalle di King Street, il giovane restauratore del British Museum Julian Croft acquista d'impulso il Lotto 113: un superbo ritratto a figura intera senza altra firma che le iniziali B. H. sul retro del telaio.
Basta portare la tela alla luce fredda del suo studio di Bloomsbury e avvicinare il bisturi perché la ragione vada in frantumi. La tela respira, esala il freddo di una cisterna chiusa e nasconde, sotto una goffa ridipintura sull'anulare, una goccia di sangue umano fresca come la notte in cui Basil Hallward fu assassinato. Toccandola, Julian comprende l'atroce verità: quando Dorian pugnalò il quadro credendo di uccidere il proprio giudice, il suo corpo pagò di colpo gli anni di corruzione, ma la sua coscienza insonne rimase imprigionata viva nella trama di lino.
Ma Julian non è l'unico a cercare il quadro. Nei salotti privati di Mayfair, l'implacabile Lord Reginald Graves e il suo banchiere Arthur Sterling - capi della confraternita segreta del Circolo di Endimione - danno la caccia al capolavoro di Hallward da quasi un decennio. Armati di uno specchio concavo d'argento lunare fuso secondo antiche ricette di Praga e dello stesso coltello che spezzò la vita di Dorian, sono disposti a rovinare, perseguitare e uccidere pur di squarciare il dipinto e rubargli il segreto dell'eterna giovinezza.
Messo alle strette nella sua stessa bottega e privato del suo mestiere, Julian dovrà unire le forze con Beatrice Shaw - l'intrepida giornalista che si firma con lo pseudonimo di Cassandra sul Daily Chronicle - e con il suo vecchio mentore di Oxford, il professor Thaddeus Penn. Insieme intraprenderanno una fuga contro il tempo dai vicoli di Fleet Street fino alla campagna del Kent per proteggere il prigioniero della tela e scoprire che, di fronte a una maledizione forgiata nella superbia e nella paura della morte, l'unica chiave possibile è il perdono.
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