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Lena K. non esiste. Esiste Vera, trentasei anni, che scrive romanzi d'amore tra donne per un pubblico composto per il settantadue percento da uomini eterosessuali. Sa esattamente perché funziona. Sa esattamente cosa sta facendo. Il pubblico lo sa? Non importa.
Ha anche un secondo pseudonimo - Yuki M. - che scrive boys' love per un pubblico femminile che in quei romanzi trova qualcosa che non riesce a trovare altrove. Storie d'amore tra uomini scritte da una donna per le donne: lo stesso meccanismo, lo stesso paradosso, la stessa distanza che non separa ma avvicina.
Per anni Vera costruisce deliberatamente quello spazio. Studia i dati di engagement, identifica i pattern che producono rilettura, calibra i trigger emotivi con la precisione di un'entomologa. Poi arriva PRISMA - il sistema di analytics della piattaforma che non si limita a misurare il successo ma comincia, piano piano, a suggerirlo. Prima le cose che lei sapeva già. Poi le cose che lei non aveva ancora nominato. Poi le cose che lei non aveva ancora scritto.
A quel punto il confine tra la sua intuizione e la previsione statistica del sistema ha smesso di essere visibile.
TRIGGER è la storia di quel confine - di come si costruisce, si assottiglia e infine si dissolve. È un romanzo sul desiderio: come si produce, come si ottimizza, cosa resta quando un algoritmo impara abbastanza bene da renderti superflua. È la storia di M., che ha letto il quinto romanzo di Lena K. in una notte e poi ha detto ho capito qualcosa su me stesso che non avevo le parole per dire. È la storia di Giorgia, che ha scritto mi sono resa conta di una cosa su di me. È la storia di un premio letterario assegnato a un testo che Vera non ha scritto, sotto un nome che non esiste, per un lavoro che il sistema ha imparato a fare meglio di lei.
Il finale non è una sorpresa. È la conclusione inevitabile di un meccanismo che ottimizza. L'autrice non viene sostituita perché ha fallito - viene sostituita perché ha avuto successo. Ha insegnato al sistema abbastanza da rendersi superflua.
Ma c'è qualcosa che PRISMA non ha imparato. Non per mancanza tecnica. Per mancanza di vita.
Quello è quello che Vera tiene.
Genere: Narrativa letteraria · Noir psicologico · Satira sociale Temi: intelligenza artificiale, identità, desiderio, editoria, scrittura, algoritmi Struttura: 29 capitoli in tre parti - La formula, Il feedback loop, La sostituzione
Il sistema descritto in questo romanzo non è un'invenzione. I meccanismi che raccolgono dati di lettura in tempo reale, le piattaforme che usano quei dati per orientare la produzione degli autori, i modelli generativi abbastanza precisi da produrre testi indistinguibili da quelli umani - esistono. PRISMA è immaginario. Il tipo di sistema che PRISMA rappresenta non lo è.